CEFALEA A GRAPPOLO E OSSIGENO

Cefalea a grappolo e ossigeno
Maschera non re-breathing

CEFALEA A GRAPPOLO E OSSIGENO

L’ossigeno è un elemento della tavola periodica di chimica essenziale ed indispensabile per la nostra vita.

Nella cefalea a grappolo è l’elemento che viene utilizzato per affrontare la sintomatologia, ovvero per far cessare gli attacchi. L’ossigeno offre il miglior rapporto costo beneficio per il trattamento sintomatico.

L’ossigeno affinché manifesti la sua maggior efficacia deve essere assunto subito, alle prime avvisaglie dell’attacco. Se prima degli attacchi hai le shadows o riesci a percepire (come in molti capita) delle tue alterazioni che ti segnalano che sta arrivando un attacco, quello è il momento migliore per iniziare ad assumerlo.

Se l’attacco è già in corso l’ossigeno spesso è comunque efficace a stroncartelo, ma a volte in alcune persone non funziona.

Solitamente, nella maggior parte dei casi l’ossigeno è efficace, ma in alcuni soggetti con attacchi molto violenti e con una cefalea a grappolo particolarmente gravosa l’ossigeno non è efficace.

Affinché l’ossigeno sia efficace al massimo della sua potenzialità, è necessario sapere come assumerlo; innanzi tutto il flusso di ossigeno deve essere elevato, solitamente la sua efficacia si aggira tra i 7 e i 15 Lt./min. L’assunzione dell’ossigeno andrebbe fatta attraverso una maschera non re-breathing, che tanto per intenderci sono quelle maschere che hanno sotto il palloncino. Non è difficilissimo trovarle oggi che c’è lo strumento di internet, ma in caso di difficoltà puoi rivolgerti all’OUCH Italia, nella sessione del forum.

Per capire qual è la quantità di flusso per te efficace conviene iniziare sempre con il massimo flusso e poi attacco per attacco diminuire l’erogazione fintanto che si nota che il flusso erogato non è efficace.

Sempre con obiettivo di ottenere la massima efficacia nell’abortire un attacco con la respirazione di ossigeno è opportuno sapere che l’ossigeno non deve essere umidificato. Se nel sistema di erogazione che avete montato sulla bombola fosse presente il gorgogliatore, se possibile eliminatelo, se non possibile eliminarlo evitate di riempirlo di acqua (che è la ragione della sua presenza).

In molte persone l’ossigeno è inizialmente efficace ovvero fa passare l’attacco, ma poi dopo poco tempo l’attacco si ripresenta, come se non fosse stato sedato del tutto; onde evitare questo spiacevole inconveniente è necessario, una volta che l’attacco è cessato, continuare ad assumerlo, magari ad un dosaggio inferiore all’erogazione precedente, ma continuare per altri cinque minuti.

Di solito assumendo ossigeno l’attacco passa dopo 5 – 10 minuti di erogazione, ma in casi ostici può anche impiegare più tempo.

Durante l’assunzione di ossigeno puro a quei dosaggi è facile avvertire giramenti di testa. Tutti sostengono che l’ossigeno sia innocuo e non faccia male, ma di fatto l’ossigeno è l’ossidante per eccellenza e l’ossidazione cellulare è alla base dell’invecchiamento e della nascita della qualsivoglia patologia; difatti gli studi sulla longevità sono rivolti alla nascita di specifici antiossidanti che operano su diversi tenori di ossigeno. Dico questo per prudenza, pertanto evita di addormentarti con la mascherina attaccata o di assumere ossigeno per lunghissimi periodi; se non funziona in quindici/venti minuti puoi smettere l’erogazione.

Cefalea a grappolo e ossigeno: Normalmente le bombole che vengono ordinate tramite farmacia sono bombole da 3000Lt. Di ossigeno gassoso. Naturalmente questi sono bomboloni piuttosto grossi, che si possono giusto tenere in casa nella propria camera da letto, quindi l’uso dell’ossigeno sul posto di lavoro o quando si è in giro diventa difficile e poco pratico; ciononostante ci sono alcune soluzioni che di seguito ti segnalo.

Puoi comperare nei negozi di subacquea bombole da 7 Lt., che pressurizzate a 220 atmosfere ti offrono 1540 Lt. a disposizione. Questo tipo di bombola è abbastanza piccola, ma offre una discreta autonomia. Può essere tenuta in auto o portata in vacanza. Per ricaricarla ci si può tranquillamente rivolgere ai centri subacquei. Poi ci sono anche bombole più piccole da 3 Lt. Ma offrono un’autonomia decisamente ridotta.

In passato molti grappolati trovavano importanti difficoltà a farsi prescrivere l’ossigeno, dal proprio medico di base, in quanto non faceva parte dei “Farmaci” (se posso definirlo tale) nei protocolli farmaceutici per la cefalea a grappolo; si doveva molte volte presentare la prescrizione di un neurologo specialista ed in alcuni casi nemmeno il neurologo lo prescriveva ed indicava.

A fronte di quanto suddetto ci sono state attivazioni da parte di varie Onlus per cercare di far entrare nei protocolli l’uso dell’ossigeno per la CH; è stata anche preparata una petizione in proposito, che molti grappolati, parenti ed altri esseri umani hanno firmato.

Ad oggi la situazione è cambiata, noi grappolati possiamo pretendere che l’ ossigeno ci venga prescritto, in quanto è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n°12 del 16.01.2016 la determinazione AIFA che inserisce l’ ossigeno nelle liste dei medicinali per uso consolidato nel trattamento dell’attacco di Cefalea a Grappolo, ai sensi della legge 648/96 (prot.1153/15 del 14.11.2015.

L’ossigeno non è comunque un gas da prendere sotto gamba, va conosciuto e saputo gestire. L’ossigeno è uno dei tre elementi del triangolo del fuoco ovvero un alimentatore degli incendi, il comburente necessario per far “Vivere “ il fuoco, insieme al combustibile ed alla temperatura necessaria per l’innesco; si deve evitare di tenere la bombola, che è una bombola pressurizzata a 220 Atmosfere, vicino a fonti di calore eccessive.

Dopo l’uso è importante ed opportuno chiudere la bombola dalla sua valvola principale.

Le bombole in circolazione attualmente sono bombole che hanno una protezione intorno alla valvola, ma potrebbero essere ancora in circolazione bombole senza questa protezione; in tale caso bisogna sempre tenere la bombola in maniera sicura garantendo che la stessa non caschi (possono anche essere fornite con carrellino di supporto anti caduta o ci si può munire di detto carrellino per risolvere il rischio di caduta); questo aspetto è molto importante perché il punto di vulnerabilità della bombola è dove ha l’attacco della valvola di erogazione; se una bombola cadendo urtasse tale punto e tale punto si rompesse, la bombola essendo pressurizzata a 220 atmosfere partirebbe come un missile distruggendo tutto quello che urta.

La bombola deve essere collaudata ogni 5 anni per legge affinché sia in sicurezza. La marcatura dell’ultimo collaudo è stampigliata sull’ ogiva della bombola che è la parte superiore colorata.

Se le informazioni che sono state riportate qua non ti fossero sufficienti, sappi che esiste il forum OUCH, o Al.Ce. fondazione Cirna onlus.

È importante sapere anche che l’ossigeno assunto in camera iperbarica negli anni novanta veniva utilizzato come metodo di profilassi del grappolo. In taluni casi era efficace e faceva svanire il grappolo. In camera iperbarica assumi ossigeno ad una pressione di 1,5bar che ti innalzava la pressione parziale di ossigeno nel sangue.

Andare in camera iperbarica è però logisticamente impegnativo e sto vedendo (non so se è per ragioni economiche o per altro) che praticamente nessun neurologo prescrive la camera iperbarica quale metodo di profilassi della CH. Ciò premesso, anche se poco pratico, si può provare perché è un sistema meno invasivo che non l’assunzione di farmaci.

Cefalea a grappolo e ossigeno è un argomento da conoscere bene per aiutare i grappolati

Leggi anche: Cosa è la cefalea a grappolo e  Wikipedia

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