Cefalea a Grappolo

Cefalea a grappoloLa Cefalea a Grappolo è una patologia che può anche essere seriamente invalidante.

Chiamarla cefalea a secondo me è parzialmente riduttivo, auspico ad una definizione a mio avviso più corretta, ovvero “Sindrome della Cefalea a Grappolo”. Le ragioni sono insite nel fatto che non si tratta di un “Mero mal di testa” spesso, anche se non sempre, affrontabile con una sana dormita o con un banale analgesico (a parte le forme di cefalea più invalidanti). Si tratta di un dolore al capo, certamente, ma con un coinvolgimento assai più ampio del mero dolore alla testa.

La cefalea a grappolo consiste in attacchi, più o meno violenti, che coinvolgono solitamente la branca trigeminale superiore o mediana; sono spesso associati a chiusura dell’occhio della parte colpita, lacrimazione, rinorrea e in alcuni soggetti anche cambio della densità della salivazione. In molti casi nella fase di grappolo si associano anche disturbi neurovegetativi; da problemi con la termoregolazione corporea, sudorazione eccessiva, disturbi nel ritmo sonno veglia, ecc..

Una delle caratteristiche che differiscono da altre forme di emicrania è che colpisce esclusivamente e selettivamente o la parte destra o la parte sinistra del capo.

Esiste la cefalea a grappolo episodica e cronica.

Viene chiamata a grappolo perché, nella forma episodica, si presentano questi attacchi di dolore alla testa concentrati in un determinato periodo di tempo per poi scomparire successivamente e ripresentarsi dopo un periodo chiamato di “Remissione”. Durante il periodo degli attacchi detto appunto “Grappolo” di solito iniziano con una intensità che nel tempo aumenta, raggiunge un apice e poi decresce. Non è sempre così ma mediamente avviene questo. Gli attacchi possono avere da una durata di 15’ minuti fino a 180’ e ripresentarsi più volte al giorno. Molte persone sono colpite durante la notte. La forma cronica invece consiste in attacchi tutto l’anno senza periodi di remissione significativi e può altalenare, ovvero avere più o meno attacchi al giorno, a seconda della fase dell’anno ma di fatto è sempre presente.

Solitamente i grappoli ricompaiono negli stessi periodi dell’anno e con la stessa durata del grappolo; anche gli attacchi nel quotidiano spesso si presentano agli stessi orari. Questo ha così indotto i ricercatori ad indagare e scoprire che esiste un coinvolgimento ipotalamico che oltra ad essere una “Centralina”, del nostro sistema neuroendocrino, che regola molte attività, è anche il nostro “Orologio biologico”.

Il dolore mediamente parlando inizia frontalmente, coinvolge l’occhio che scalda e diventa come un tizzone ardente, può coinvolgere la parte frontale, laterale, superiore ed in alcuni casi anche occipitale. La forma del dolore è di due tipi, l’uno pungente e l’altro pulsante a ritmo cardiaco che coesistono durante gli attacchi.

L’intensità invece può essere variabile, mediamente è sempre molto intenso ed importante come dolore, tale da non consentirti di fare nulla, ma in molti casi raggiunge delle soglie decisamente drammatiche che arrivano a farti perdere la testa, arrivano a portarti a battere la testa al muro, arrivano a farti sperare di morire , come via di liberazione da un inferno di dolore. I francesi hanno denominato la cefalea a grappolo come “Cefalea da suicidio”; molte madri hanno asserito che gli attacchi sono più dolorosi di un parto.

Fino a pochi anni fa la cefalea a grappolo era una cefalea quasi prettamente maschile, ma negli ultimi anni è aumentata notevolmente l’incidenza nel sesso femminile.

Attualmente non si conoscono, dal punto di vista scientifico, le cause di questa patologia e strade di medicina allopatica per guarirla definitivamente, ma solo farmaci per alleviarla o mandarla in parziale remissione, salvo il caso in cui sia farmacoresistente, come lo era il mio caso.

La condizione di vita peggiore di la cefalea a grappolo è caratterizzata dall’essere una forma cronica e farmacoresistente, come lo era il mio caso.

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