Acqua e cefalea a grappolo

Acqua e cefalea a grappoloAcqua e Cefalea a Grappolo

Spero tu mi perdonerai se ti parlo di un argomento che può sembrare un’ovvietà, ma spesso le cose ovvie sono date per scontate e non vengono prese in considerazione; spesso le soluzioni ai grandi problemi che vengono ricercate nelle grandi e complesse strade difficilmente valicabili, invece sono a portata di mano, sono nelle piccole cose che rasentano l’ovvietà.

Io non ti do la soluzione per guarire dalla CH, ma per soffrirne di meno ed avere una vita qualitativamente migliore.

Delle ovvietà sull’uso dell’acqua mi sono accorto che non sono a portata di tutti, tanti le ignorano e quando iniziano ad adottarle si sentono meglio! Ecco perché ritengo utile ed opportuno trattare anche questo argomento, molto semplice e a portata di mano di tutti!

L’aria, l’acqua ed il cibo per la “Macchina essere umano” sono i tre elementi indispensabili per la sopravvivenza e sono elencati in ordine di indispensabilità temporale; cosa intendo? Intendo che, se al corpo, fai mancare l’aria, con una componente di ossigeno inferiore al 19%, in pochi minuti muori; se fai mancare l’acqua in pochi giorni (tre / cinque) muori; se fai mancare il cibo in pochi mesi muori.

Adesso parliamo di acqua; il corpo umano è costituito al 75% / 80% di acqua; molti processi di elettrolisi avvengono se è presente una buona idratazione, il sangue circola correttamente e non si densifica solo se si idrata bene l’organismo; l’intestino funziona correttamente e non tende ad indurirsi se si idrata bene l’organismo; in sintesi, non sto ad elencare tutte le cose indispensabili cui assolve una buona idratazione dell’organismo perché solo di queste potremmo scrivere un intero libro, ma è invece importante capire che unassenza/carenza di acqua per il nostro corpo lo mette in difficoltà nel suo corretto funzionamento, quindi se hai una qualsiasi labilità, debolezza, che sia allo stomaco, all’intestino, alle articolazioni o alla testa, questa peggiorerà se non fornisci al tuo corpo una dose adeguata di acqua.

Acqua e cefalea a grappolo: Studi scientifici hanno già dimostrato che i cefalalgici in generale (non solo i sofferenti di CH, ma anche i sofferenti di altre forme di mal di testa di diversa eziologia) hanno la tendenza ad idratarsi poco.

Adesso prova a soffermarti un attimo e a valutare se anche tu appartieni a questa categoria di persone; se ci appartieni e non ti idrati almeno due litri e mezzo, al giorno, di acqua di inverno e tre e mezzo di estate, sarai uno dei fortunati che potranno ricevere un giovamento per la CH solo con l’aumento del consumo di acqua quotidianamente.

Torno a soffermarmi un attimo sul perché; cosa sia di preciso la CH ancora non è dato a sapersi dal punto di vista scientifico, ma dal punto di vista olistico, e forse anche scientifico, si può affermare che c’è un cattivo funzionamento del sistema neuroendocrino che va in “Tilt” e genera una serie di impulsi in eccesso che vanno in corteccia e per il qualsivoglia motivo causano l’attacco di CH.

Ora se tu hai questa labilità, questa debolezza del tuo sistema neuroendocrino, della tua “Macchina corpo”, se lo metti in difficoltà nel suo funzionamento (in qualsiasi senso e non solo con il deficit di acqua) questa debolezza si manifesterà più spesso. È più semplice a capirlo che a spiegarlo! Il nostro sistema neuroendocrino è particolarmente sensibile agli stressor, di qualsiasi eziologia siano, sia che siano indotti da sentimenti, che dallo sport eccessivo, che dall’ambiente (ribassi di temperatura repentini, bruschi temporali), ecc.; ti sei mai accorto come la CH risenta dei cambiamenti climatici repentini? È perché il tuo sistema non riesce a reagire adeguatamente allo stressor ambientale cui è sottoposto.

È però spesso una questione di consapevolezza, se non sai queste cose e prosegui con la tua abitudine di bere poco, questo continuerà a metterti in difficoltà, se invece ne prendi coscienza e anzi, ti impegni e bere di più e meglio allora ne trarrai dei giovamenti anche sul numero di attacchi o sull’entità del loro dolore.

Cerco di spiegare cosa intendo per bere di più e meglio; di più è semplice, aumenti il consumo di acqua mediamente parlando intorno ai tre litri al giorno e un po’ di più di estate che si dissipa più acqua con la sudorazione.

Meglio invece intendo che non devi bere quando hai sete, ma prima; perché quando hai sete l’organismo è già andato in deficit di acqua e pertanto reagisce dandoti dei segnali che hai bisogno di acqua (l’organismo umano, la natura, sono più intelligenti di quanto non si pensi); quindi cerca di fornirgliela prima, cerca di non mandarlo in “Riserva” di acqua, perché sarebbe come se ad un automobile facessi mancare l’acqua per il raffreddamento del motore, questo surriscalderebbe e si inizierebbe a guastare; non devi fargli andare l’acqua sotto il livello minimo altrimenti si accenderebbe la spia rossa di allarme sul cruscotto; ecco che la nostra sete equivale alla spia rossa di allarme che si accende sul cruscotto della vettura, se l’acqua di raffreddamento scende sotto il livello del minimo.

Innanzi tutto prova a prenderti l’abitudine di bere un bel bicchierone di acqua ogni ora; se non ti ricordi attivati un timer che ogni ora conta alla rovescia e poi suona e ti avvisa (come faccio per ricordarmi le pastiglie del mezzogiorno, che spesso dimenticavo); poi prenditi l’abitudine di non farti mai mancare l’acqua, quindi di avere sempre con te una bottiglietta da mezzo litro, che di volta in volta, quando finisce, ti riempi con acqua potabile.

Si deve sapere e capire che a volte gli attacchi sorgono per carenza di acqua nell’organismo, per le logiche spiegate pocanzi, e che cambiare le abitudini (imparare a bere sempre almeno tre litri di acqua al giorno) non è sempre facile per tutti; una volta saputa questa cosa del bere bene poi bisogna applicarla, non basta il sapere, bisogna agire (questo vale per tutte le cose nella vita: Vale di più una piccola azione di fronte ad un grande sapere).

Se l’attacco che ti sta venendo è causato dalla reazione del tuo “Sistema” allo stressor di carenza di acqua, allora se ti bevi rapidamente (ma senza ingurgitarla tutta di colpo) mezzo litro di acqua fresca l’attacco spesso abortisce; è però fondamentale che tu lo faccia subito, che inizi a berla alle prime avvisaglie dell’attacco, ai primi segnali e non aspetti che l’attacco sia già esploso.

Ricapitolando, osservati come se fossi un osservatore esterno e valuta se bevi poco o se bevi il giusto; se bevi poco impegnati a bere, nell’arco della giornata, tre litri di acqua; poi quando senti che sta salendo un attacco (noi sappiamo che ci sono dei segni premonitori, alcuni le chiamano shadows, altri le vivono come fastidio generale, come intolleranza a tutto quello che accade; ad ogni modo mediamente parlando sentiamo che sta arrivando un attacco) beviti rapidamente mezzo litro di acqua.

Se quello che ti dico ti sembra una fesseria, perché stiamo parlando di un male grave come la CH da affrontare con semplice acqua, allora ti consiglio di non pensarci, di non lucubrarci sopra, ma di provarci, di fare azione; tutto sommato non hai nulla da perdere, ma se funziona anche a te hai un’arma in più per “Lavorare ai fianchi la bestia” come definisco io l’approccio più efficace per fronteggiare la CH; “Lavorarla ai fianchi”.

Acqua e Cefalea a Grappolo: l’articolo delle ovvietà

Vedi anche Cefalea a grappolo  o Wikipedia Se vuoi approfondire l’argomento, il primo ed unico libro scritto da un grappolato lo trovi di seguito: vai su amazon

Verapamil per la cefalea a grappolo

verapamil per la cefalea a grappoloIl Verapamil  per la cefalea a grappolo (calcioantagonista selettivo con effetto cardiaco) è il farmaco di profilassi per eccellenza utilizzato per affrontare la cefalea a grappolo, grazie alla sua buona efficacia, buona tolleranza e con pochi effetti collaterali generalmente sostenibili.

Nasce come farmaco antipertensivo e per cardiopatici che hanno subito infarti, onde prevenire, grazie alla sua capacità vasodilatatrice, potenziali recidive.

Le principali controindicazioni all’assunzione del Verapamil sono patologie o disfunzioni a livello cardiaco, pertanto se non è mai stato assunto è opportuno effettuare un ECG (elettocardiogramma) di controllo da sottoporre al proprio neurologo di fiducia che ha effettuato la prescrizione farmacologica; e questa è una prassi che un neurologo oculato indica ai propri pazienti.

I dosaggi per uso cardiologico arrivano ad un massimo di 360 mg/die, mentre per la cefalea a grappolo generalmente possono oscillare dai 360 ai 920 mg/die; alcune persone particolarmente sensibili al farmaco per proprie caratteristiche o per gracile corporatura potrebbero anche avere un dosaggio efficace a 240 mg/die.

È importante sapere che solitamente il Verapamil  per la cefalea a grappolo si assume a dosi crescenti nel tempo fino a raggiungere la dose efficace che poi viene mantenuta. Se è la prima volta in assoluto che si assume il farmaco è opportuno seguire questa indicazione per ovvie ragioni di prudenza e per valutare gli effetti avversi che lo stesso potrebbe generare al paziente; questa metodologia di assunzione però implica che, per le prime settimane fintanto che non si raggiunge la dose efficace, il grappolato continui a soffrire degli attacchi che normalmente diventano, nel tempo, man mano che si alza la dose, sempre meno violenti e più sporadici fino alla loro scomparsa. Con questa metodologia però c’è anche il rischio che si generi un effetto tolleranza del fisico, tale per cui il fisico si adatta al farmaco ed il farmaco è meno efficace; quindi si deve aumentare la dose.

Non tutti sanno che: qualora invece si sia già assunto e si conosca, qual è la propria dose efficace allora ti insegno una nuova metodologia di assunzione che mi ha insegnato il dott. Frediani, e che pochissimi in Italia conoscono e applicano.

Io so che la mia dose efficace è di 600-720 mg/die. Allora assumo il farmaco direttamente sin dal primo giorno alla mia dose efficace e gli attacchi scompaiono in due giorni senza dovermi soffrire il periodo di portata a regime del farmaco. Così facendo sottopongo il mio organismo ad un leggero shock (ri-sottolineo la grande interazione degli shock sulla cefalea a grappolo) subendo per la prima settimana un leggero incremento degli effetti collaterali cui poi nel tempo mi abituo (bradicardia, abbassamento della pressione arteriosa, debolezza e stitichezza).

Una volta intercettata la cefalea a grappolo con il Verapamil si attendono circa tre settimane per poi agire con un ribasso del dosaggio di 120 mg ogni giorno o a giorni alterni; così di seguito fino alla eliminazione del farmaco; se abbassando la dose la cefalea ritorna si risale immediatamente dei 120 mg scalati. Data comunque la soggettività delle persone è possibile dover fare riduzioni inferiori ai 120 mg e usare tempistiche più lunghe di mantenimento della diminuzione del farmaco effettuata.

La bradicardia (rallentamento dei battiti cardiaci) accompagnata da abbassamento della pressione arteriosa con conseguente debolezza e maggiore fatica agli sforzi fisici rappresentano gli effetti collaterali più comuni nell’uso del Verapamil. Per contrastare questi effetti collaterali può essere efficace l’accompagnamento di Midodrina 2,5 mg/ml gocce orali. Anche il consumo costante di liquirizia può essere un buon supporto

Un altro effetto collaterale abbastanza antipatico è la stitichezza; la stitichezza la si combatte bevendo abbondantemente liquidi, assumendo la sera massicce dosi di crusca con molta acqua o latte, o assumendo Laevolac® o lassativi equivalenti.

La fortuna nell’assunzione del Verapamil è che diversamente da alcuni altri farmaci tipo i cortisonici può essere assunto per periodi anche molto lunghi, pertanto è ben indicato anche per i grappolati cronici.

A volte succede che assumendolo per lunghi periodi il corpo vada in tolleranza e si debba alzare la dose; se alzando la dose gli effetti collaterali diventassero insostenibili allora diventa necessario interrompere il trattamento per circa un mese, lasciare ripulire l’organismo, e poi riprendere il Verapamil; così facendo, nella stragrande maggioranza dei casi torna ad essere efficace ai dosaggi precedenti.

L’assunzione del Verapamil per la cefalea a grappolo è indicato ed efficace sia per i grappolati episodici che per quelli cronici.

Vedi anche wikipedia

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