COME ABBASSARE IL COLESTEROLO CON IL GANODERMA

come abbassare il colesterolo

Come abbassare il colesterolo con il Ganoderma. La sua composizione naturale e i suoi componenti svolgono un ruolo essenziale.

Il Ganoderma abbassa il Colesterolo. E’ estremamente efficace e sempre più persone se ne stanno accorgendo. Alimentarsi in modo equilibrato con una dieta ricca di frutta e verdura, lo sappiamo, è fondamentale. Tuttavia sappiamo che:

– La frutta e la verdura di oggi non contengono le sostanze nutritive che contenevano in passato
– E’ difficile rinunciare a molti cibi che danno parecchia soddisfazione al nostro palato

Ecco allora che possiamo chiedere aiuto al nostro amato Ganoderma.

Come  abbassare il colesterolo con il Ganoderma?

Il Ganoderma ci aiuta a bruciare grasso. E’ uno stimolante naturale del nostro metabolismo. Quando il nostro metabolismo viene correttamente attivato il nostro corpo aumenta l’utilizzo delle energie di riserva, vale a dire i grassi. Inoltre le componenti del Ganoderma, in particolare Triterpeni e Adenosina, contribuiscono sia ad abbassare il Colesterolo.

La prova che il Ganoderma abbassa il Colesterolo

Sono state prese a campione 10 persone con livelli alti di colesterolo per vedere i benefici generati dal Ganoderma sia per la pressione sanguigna sia per abbassare il colesterolo. A queste persone è stata somministrata una dose di 0,7 mg di ganoderma. In questo modo hanno abbassato il Colesterolo, con una riduzione anche di Trigliceridi e Proteine. Inoltre si sono attenuati alcuni effetti collaterali direttamente collegati al Colesterolo, come la stanchezza e il mal di testa.

Altri benefici che si sono avuti su infezioni nei denti o emorroidi dimostrano l’efficacia del Ganoderma nella riduzione dei grassi, nell’abbassamento del Colesterolo e nel miglioramento della circolazione sanguigna.

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Leggi anche https://davideschiantarelli.com/benefici-della-micoterapia/ per comprendere meglio la micoterapia.

Ricerche ufficiali su come  abbassare  il colesterolo con il Ganoderma:

– Modulation of Lipoprotein Cholesterol Levels in Plasmodium berghei Malarial Infection by Crude Aqueous Extract of Ganoderma lucidum. Oluba OM, Olusola AO, Eidangbe GO, Babatola LJ, Onyeneke EC.
– Isolation and structure determination of a cholesterol esterase inhibitor from Ganoderma lucidum. Kim SD.
– Effect of 26-oxygenosterols from Ganoderma lucidum and their activity as cholesterol synthesis inhibitors.
Hajjaj H, Macé C, Roberts M, Niederberger P, Fay LB.

 

GANODERMA E RADICALI LIBERI

 GANODERMA E RADICALI LIBERI

Ganoderma e radicali liberi
Ganoderma e radicali liberi

Le proprietà antiossidanti del Ganoderma Lucidum rendono questo fungo un prodotto straordinario per la nostra Salute, permettendoci di assumere quelle sostanze che, purtroppo al giorno d’oggi, si ritrovano sempre meno nella frutta e nella verdura che mangiamo.
Le proprietà antiossidanti del Ganoderma Lucidum sono legate alla sua composizione naturale. Ci hanno sempre detto di mangiare tanta frutta e tanta verdura. Chi ce lo diceva non sapeva che cosa fosse un antiossidante o un radicale libero. Tuttavia sapeva che dirci di mangiare alimenti con un alto contenuto di antiossidanti fosse un ottimo consiglio.

Gli alimenti con un alto contenuto di antiossidanti come il Reishi, altro nome con il quale viene chiamato il Ganoderma, ci proteggono dall’invecchiamento precoce e ci aiutano a prevenire le malattie, non ultimo il Cancro. Ma prima di analizzare le proprietà antiossidanti del Ganoderma Lucidum vediamo insieme che cos’è un antiossidante e perché i radicali liberi possono essere pericolosi per la nostra salute.

I Radicali Liberi
L’ossigeno è essenziale per la vita. Senza di esso saremmo morti. C’è però un paradosso molto interessante. Abbiamo bisogno di ossigeno per vivere, ma l’ossidazione cellulare (gli zuccheri che vengono bruciati per produrre energia) produce pericolosi radicali liberi che possono danneggiare le cellule sane.

Ganoderma e radicali liberi; altre fonti di radicali liberi sono:

Il Sistema Immunitario, che produce talvolta radicali liberi per uccidere virus e batteri
L’ambiente, in primis problemi come inquinamento, radiazioni e fumo di sigaretta per fare degli esempi
I radicali liberi mancano di un elettrone e ciò li rende molto instabili e reattivi.

Per stabilizzarsi rubano elettroni ad altre molecole. Queste molecole diventano così a loro volta radicali liberi perché hanno ceduto i loro elettroni. Si genera così una reazione a catena di molecole che cercano di stabilizzarsi che può portare, se ininterrotta, a danni genetici nelle cellule, può portare a malattie cardiache e Cancro, può rafforzare le proprietà pericolose del colesterolo LDL (che contribuisce all’Aterosclerosi) e può generare un invecchiamento precoce con tutti i sintomi ad esso associati.

I radicali liberi possono fare molti danni nel corso del tempo. Come possiamo fermarli? La risposta può essere quella di consumare cibi con alti contenuti di antiossidanti, che hanno la capacità unica di neutralizzare i radicali liberi, senza diventare a loro volta dei radicali liberi. Quindi possono di fatto fermare la reazione a catena di cui abbiamo parlato sopra.

Proprietà antiossidanti del Ganoderma Lucidum
Il Reishi è un fungo famoso per aver dato Salute e Longevità a coloro che lo hanno assunto quotidianamente. E’ infatti un cibo ad alto contenuto di antiossidanti. In uno studio scientifico pubblicato sull’ International Journal of Food Science i ricercatori hanno scoperto che il Ganoderma contiene antiossidanti assorbibili che entrano nel plasma circolante e causano un aumento significativo della capacità antiossidante del plasma.

Le proprietà antiossidanti del Ganoderma Lucidum sono dovute alla sua composizione, in particolare a:

Polisaccaridi e Germanio Organico, Fenoli, Acidi Ganoderici A,B,C e D, l’Acido Lucidenico B e il Ganodermanontriol.

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GANODERMA E TIROIDE

Ganoderma e tiroide

Ganoderma e tiroide
Ganoderma e tiroide

Scopriamo insieme i benefici del Ganoderma per la Tiroide

Il Ganoderma per la Tiroide svolge una funzione molto importante . Scopriamo innanzitutto quali sono le problematiche che possono essere associate alla Tiroide.

 

Disfunzione della Tiroide è il termine che viene utilizzato quando le ghiandole della Tiroide di un individuo smettono di funzionare normalmente. Le ghiandole della Tiroide secernono normalmente un enzima chiamato Tiroxina che aiuta il processo del metabolismo. Quando le ghiandole secernono una quantità eccessiva o una quantità troppo bassa di Tiroxina rispetto a quella che necessita il nostro corpo per il metabolismo, si parla di disfunzione della tiroide. Questi due tipi di disfunzione della Tiroide si chiamano rispettivamente Ipertiroidismo e Ipotiroidismo. Entrambe queste disfunzioni provocano disagio e gradualmente possono causare tanti problemi per la salute.

 

L’utilizzo del Ganoderma per la Tiroide è molto utile nel controllare le situazioni di disagio. Per incominciare aiuta le persone a sentire meno la stanchezza mattutina. Le persone che assumono il Ganoderma iniziano a sentirsi piene di energia ed entusiasmo.

Sintomi comuni dell’Ipotiroidismo sono la pelle secca, la depressione, l’aumento di peso con la sensazione di vedersi deboli e magri, la stanchezza e nelle donne l’avere periodi mestruali irregolari. Quando una persona inizia ad assumere il Ganoderma Lucidum, inizia a sentirne i benefici già dopo 10-15 giorni, se lo sta assumendo nel modo corretto. Un altro elemento naturale che è molto utile per la disfunzione tiroidea è la Spirulina. Si tratta di un’alga marina, che si può assumere tramite capsule o tramite bevande.

Ganoderma e tiroide per la Tiroidite di Hashimoto

La maggior parte delle persone che affette da questa patologia inizia ad assumere l’Eutirox. Questo farmaco costituisce va assunto per sempre perché, dal momento che somministra l’ormone tiroideo, la Tiroide non lo produce più. Il Ganoderma per la Tiroide può esercitare un’azione molto interessante. Si può arrivare (sempre sotto controllo del proprio medico) ad una graduale riduzione dell’Eutirox. Viene infatti gradualmente bloccata la produzione di anticorpi tiroidei e c’è il ripristino delle normali funzioni della Tiroide, che riprende a generare autonomamente gli ormoni T3 e T4.

Il processo di ritorno alla normalità avviene di solito in 4 fasi, che devono essere seguite attentamente dal vostro medico:

FASE 1: Il Ganoderma per la Tiroide inizia a stimolare la ripresa della generazione dell’ormone tiroideo. Inoltre nella Tiroidite autoimmune solitamente nascono autonomamente anticorpi che attaccano la Tiroide, la infiammano e la indeboliscono. Le persone che assumono il Ganoderma per la Tiroide già nei primi mesi si accorgono che questi auto anticorpi si riducono in maniera importante.

FASE 2: Solitamente nel terzo-quarto mese le persone si accorgono che il TSH, l’ormone tiroideo che stimola la Tiroide, è salito ed andato oltre i valori normali. Questo fatto, solitamente interpretato come un peggioramento, rappresenta invece la ripresa della ghiandola, che era diventata inattiva a causa dell’Eutirox. Il TSH era prima con valori normali perché la Tiroide era stata messa in stato di inattività perché l’Eutirox le fornisce l’ormone già bello e pronto. Il Ganoderma invece risveglia la Tiroide e in questa fase l’ipofisi alza il TSH oltre i valori normali.

FASE 3: Coloro che continuano ad assumere il Ganoderma scoprono che il TSH, dopo circa 2-3 mesi, torna nella norma perché la Tiroide sta riprendendo le sue funzioni normali e non ha più bisogno di uno stimolo importante dell’ipofisi.

FASE 4: In questa fase (sempre sotto indicazione del proprio medico curante) si può ridurre gradualmente l’Eutirox, perché la funzione tiroidea sta tornando lentamente alla normalità. Monitorando gli anticorpi ci si accorgerà che se sono completamente o molto vicini alla norma, la Tiroide non è più sotto attacco e si potrà ridurre gradualmente l’Eutirox, fino ad arrivare nell’arco di 3 mesi alla completa sospensione.

In un anno si possono attraversare queste 4 fasi e riportare la Tiroide in piena Salute. Si tratta di passaggi che devono essere affrontati e monitorati con il proprio medico che prescrive l’Eutirox.

Ganoderma per la Tiroide

Le capsule di Ganoderma per la Tiroide aiutanano fortemente a normalizzare i valori alterati. Sia quelli degli ormoni tiroidei (T3, T4 e TSH), sia quelli degli anti-corpi autoimmuni anti-tireoperossidasi (Ab anti-TPO) e anti-tireoglobulina (Ab anti-Tg). Il Ganoderma è ricco di benefici per la nostra salute e la sua assunzione quotidiana è una piccola abitudine che può contribuire a ripristinare la Salute della Tiroide.

Ganoderma e tiroide è un articolo che documenta i veri benefici del ganoderma lucidum per la tiroide.

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N.B.:Partendo dal principio fondamentale che, nel caso di una patologia della tiroide, il Ganoderma debba essere preso sotto controllo del proprio medico, qui si possono trovare delle indicazioni interessanti:

Si può assumere Ganoderma per la Tiroide congiuntamente con i farmaci?

Assolutamente sì. Non c’è interazione con i farmaci. I farmaci non vanno mai sospesi. L’unica persona che può dirvi di sospendere i farmaci è il vostro medico, che monitora l’andamento della vostra salute e decide d’accordo con voi.

Fare opportune verifiche sull’indicazione di quelle persone alle quali si sconsiglia l’assunzione di Ganoderma. Ad esempio coloro che assumono farmaci anticoagulanti.

Fonti “Ganoderma per la Tiroide”: Dott. Walter Ardigò

IL LION’S MANE (Heridciums) “Composizione e indicazioni”

Il Lion's mane
Il Lion’s mane

Il Lion’s Mane
Chiamato anche Hedgehog Mushroom, Monkey’s mushroom, Bear’s Head, Old Man’s Beard, Yamabushitake (giapponese), Houtou (cinese) e Hericium erinaceus (latino)

1 Fonti e composizione

1.1. fonti
Lo Yamabushitake è un fungo che cresce su latifoglie vecchie o morte e viene consumato in Giappone e in Cina senza riportare effetti nocivi.
Alcuni nomi comuni di questo fungo includono anche Monkey’s Head, Lion’s Mane e Satyr’s Beard ed è talvolta chiamato Houtou poiché è il nome di una bevanda sportiva che conteneva Hericium erinaceus (11 ° Asia Sport Festival in Cina del 1990).
1.2. Composizione
Il fungo Yamabushitake (Hericium erinaceus) contiene:
Hericenones A e CH
Erinacines AK
Derivati di orcinolo (Mycelium)
Lectina legante con acido sialico
Steroli come ergosterolo e beta-sitosterolo e un componente polisaccaride (Hericium erinaceus)
Polisaccaridi, denominati HEF-P e appartenenti alla famiglia dei beta-glucani; che può essere scomposto in quattro polisaccaridi.La percentuale di polisaccaridi nei corpi fruttiferi sembra essere intorno al 20%, con il 18,59% rilevato con un’estrazione di etanolo con la struttura generale di questi polisaccaridi comprendenti xilosio (7,8%), ribosio (2,7%), glucosio (68,4%), arabinosio (11,3%), galattosio (2,5%) e mannosio (5,2%).
Come la maggior parte dei funghi medicinali, Yamabushitake sembra avere polisaccaridi bioattivi (carboidrati) in aggiunta ad alcune molecole solubili in etanolo
Il contenuto fenolico totale di Yamabushitake sembra essere nell’intervallo 10,20 ± 2,25 mg di equivalenti di acido gallico (GAE) per grammo (circa 1%) con l’estratto di acqua calda, che sembra essere fino a 5 volte superiore ai livelli di cottura del forno e corpi di frutta metanolica o liofilizzata. Questo 10,20 +/- 2,25 mg GAE / g (contenuto fenolico) è significativamente inferiore al farmaco di riferimento della quercetina(194,24 +/- 7,58) e su una base di potenza il potenziale antiossidante complessivo dello yamabushitake è di circa il 17,7% quercetina in vitro.
Anche i polisaccaridi sono attivi in vivo, con 300 mg / kg di polisaccaridi al giorno per 15 giorni in grado di ridurre i cambiamenti ossidativi indotti da ischemia / riperfusione.
Il potenziale antiossidante fenolico dello yamabushitake è significativamente inferiore ai farmaci di riferimento della quercetina e dell’acido gallico, sebbene il contenuto di polisaccaridi sia anche bioattivo

2 Interazioni con neurologia

2.1.neurogenesi
È stato osservato che Yamabushitake aumenta l’espressione di mRNA del fattore di crescita nervosa (NGF) negli astrociti isolati a circa 5 volte quella del controllo a 100-150ug / ml dell’estratto etanolico in modo dipendente dalla concentrazione, senza efficacia rilevata nell’acqua estratto. Durante la sperimentazione di hericenones CE, nessuno è stato trovato efficace nell’intervallo 10-100ug / mL e l’inibizione della segnalazione JNK sembra impedire l’azione di yamabushitake (con p38 MAPK, PKA, PKC e MEK non coinvolti).
Un aumento dell’mRNA di NGF è stato rilevato nell’ippocampo, ma non nella corteccia, di topi trattati con il 5% della dieta come yamabushitake per un periodo di sette giorni a circa 1,3 volte il controllo
L’estratto etanolico di Yamabushitake sembra aumentare i livelli di mRNA di NGF, e questo è stato confermato dopo somministrazione orale a topi
È stato notato che la secrezione di NGF dagli astrociti è aumentata con 150ug / mL di estratto etanolico ma non da 50-100ug / ml mentre è noto che le erinacine isolate (AC) stimolano la secrezione di NGF a concentrazioni di 1 mM, con una potenza notevolmente superiore quello di adrenalina alle stesse concentrazioni.
È stato notato che la secrezione di NGF dagli astrociti aumenta con l’incubazione dell’estratto etanolico di yamabushitake
Osservando specificamente i neuroni, lo yamabushitake sembra promuovere il prolungamento neuronale e la formazione della mielina
2.2.Neurotrasmissione glutaminergica
L’eccitabilità neuronale da acido glutammico sembra essere attenuata in presenza di estratti di yamabushitake,
2.3.neuroprotezione
Un analogo degli Hericenones, chiamato 3-idrossigenico, è stato implicato nel preservare i neuroni dalla morte indotta dallo stress del reticolo endoplasmatico.Questo meccanismo di azione è anche visto con vari composti di benzene in Yamabushitake.
È stato anche dimostrato, in vitro, di migliorare la mielinizzazione (produzione della guaina mielinica) dei neuroni, che può essere a valle dell’NGF.
2.4.Cognizione
Lo Yamabushitake sembra proteggere i ratti dal declino cognitivo causato dalla pigmentazione β-amiloide allo stesso 5% della dieta vista in precedenza.
Uno studio sull’uomo con 3 g di polvere di Yamabushitake al 98% (in forma di capsule) ha mostrato miglioramenti significativi su una scala di valutazione della demenza in persone che soffrono di declino cognitivo generale. Il supplemento aumentava la cognizione relativa al controllo e il grado di miglioramento aumentava nel tempo; tuttavia, 4 settimane dopo la cessazione, l’inizio di un declino è tornato alla normalità nonostante sia stato significativamente elevato rispetto al controllo.
Anche i sintomi di ansia e depressione sono stati ridotti negli esseri umani alimentati con 2 g di Yamabushitake, attraverso i biscotti, nel corso di 4 settimane.C’era una differenza significativa tra i gruppi sulle misure di concentrazione e irritabilità, favorendo il gruppo Yamabushitake.
2.5.Lesioni nervose
In uno studio condotto su ratti, l’estratto di acqua Yamabushitake è stato in grado di promuovere la ricrescita neuronale dopo una lesione schiacciante. I ratti che avevano un nervo gluteo danneggiato (intenzionalmente) durante l’intervento chirurgico erano in grado di camminare meglio dopo l’ingestione di acqua contenente l’estratto dei frutti. Due dosi utilizzate in questo studio erano 10 o 20 ml per kg di peso corporeo al giorno, ma la dose esatta di mg o mmol non è stata registrata; le due dosi, tuttavia, non differivano l’una dall’altra. Questo è stato condotto come follow-up di uno studio in vitro che suggerisce una crescita neuronale da Yamabushitake, che non ha mostrato sintomi tossici.

3 Salute cardiovascolare sostenuta dal lion’s mane

3.1. Pressione sanguigna
E ‘stato dimostrato che Hericenone B esercita un’azione anti-piastrinica inibendo la segnalazione dal collagene attraverso α2 / β1 per rilasciare acido arachidonico (uno dei due recettori che media la trombosi attraverso il collagene); il meccanismo sembra essere potente ma specifico nei conigli testati, con inibizione completa a 30μM (simile all’aspirina 5μM come farmaco di riferimento) e quasi completo a 10μM.È interessante notare che l’hericenone CE non ha avuto alcuna influenza sull’aggregazione piastrinica indotta da collagene e mentre l’hericenone B era attivo su altre forme di aggregazione (adrenalina e U46619 ma non ADP né trombina) era meno efficace.
L’Hericenone B sembra inibire in modo potente e specifico l’aggregazione piastrinica indotta dal collagene, con altri hericenoni che non hanno molto effetto e altre forme di aggregazione non sono significativamente influenzate.La concentrazione che ciò accade suggerisce che è biologicamente rilevante
Yamabushitake sembra essere un ACE inibitore (estratto a caldo dei corpi fruttiferi) con una IC 50valore di 580 +/- 23μg / mL, significativamente inferiore al più potente fungo testato Ganoderma lucidum (50 ug / mL).
Gli estratti di acqua calda dei funghi tendono ad essere più potenti degli ACE inibitori degli estratti etanolici o metanolici, e i bioattivi dei funghi che sono stati osservati per inibire l’ACE includono D-mannosio (IC50di 3 mg / ml) e Acido L-pipecolico (IC50di 23,7 mg / ml). Poiché queste molecole sono più deboli di yamabushitake, si ritiene attualmente che i peptidi bioattivi siano alla base del potenziale di ACE-inibitore come sono stati rilevati prima nei funghi (Val-Ile-Glu-Lys-Tyr-Pro e Gly- Glu-Pro)
Yamabushitake ha proprietà inibitori dell’ACE, anche se sembrano essere piuttosto deboli e potrebbero non essere biologicamente rilevanti. La molecola esatta alla base di questi effetti non è attualmente nota, ma potrebbe essere un peptide bioattivo
3.2. Lipidi e colesterolo
Sia l’acqua calda che l’estratto etanolico di yamabushitake sono stati testati in topi iperlipidemici al 2% della dieta (1,896-3,16 g / kg di acqua calda e 2,016-3,36 g / kg di etanolo) sono in grado di ridurre i trigliceridi (8% di acqua calda e 27,1% di etanolo relativo al controllo) senza alcun effetto apparente sull’HDL-C né sul colesterolo totale. Questi effetti ipolipememici sono stati osservati anche nel tessuto epatico (29,8% di acqua calda e 38,8% di etanolo) e si pensava che fossero correlati alla capacità dell’estratto etanolico di agire come un agonista PPARα con un valore di EC50 di 40 μg / mL; c’è stato un aumento dei geni a valle di PPARα ma nessun cambiamento nell’espressione di PPARα.
Yamabushitake può agire come un agonista PPARα e ridurre i trigliceridi senza alcun effetto apparente sul colesterolo
Sebbene sia l’acqua calda che gli estratti etanolici siano stati trovati inattivi su colesterolo e HDL-C, un estratto derivato dal micelio di yamabushitake (estratto etanolico che è stato poi liofilizzato) sembra ridurre LDL del 45,5% e migliorare HDL-C del 31,1% se assunto a una dose orale di 200 mg / kg con 50 mg / kg anche essendo un po ‘attivo.
Anche se il corpo fruttifero del fungo (porzione commestibile) non sembra influenzare significativamente il metabolismo delle lipoproteine e del colesterolo, il micelio può ridurre il colesterolo

4 Massa grassa e obesità

4.1.meccanismi
L’integrazione sia di acqua calda che di estratti etanolici di yamabushitake nei topi (1,896-3,16 g / kg di acqua calda e 2,016-3,36 g / kg di etanolico) ha dimostrato di aumentare l’espressione di diversi geni coinvolti nel metabolismo dei grassi tra cui Acad1, Srebf1, e Slc27a1, che si pensava fosse dovuto all’attivazione di PPARα.
Yamabushitake sembra essere un agonista PPARα, che può contribuire a bruciare i grassi
4.2.nterventi
La supplementazione di yamabushitake (1,896-3,16 g / kg di estratto di acqua calda o 2,016-3,36 g / kg dell’estratto etanico) sui topi è in grado di attenuare l’aumento di peso durante una dieta ricca di grassi del 30% (acqua calda) e del 42,4% (etanolica ) associato ad un minore accumulo di grasso nel fegato e nel tessuto adiposo mesenterico.
L’estratto di micelio a 50-200 mg / kg nei ratti, nonostante abbia proprietà di riduzione del colesterolo, non è riuscito a influenzare in modo significativo il peso corporeo nel corso di quattro settimane.

5 Infiammazione e immunologia

5.1.meccanismi
Yamabushitake è stato notato per sopprimere l’attivazione dei macrofagi indotta da LPS (principalmente la frazione cloroformica, ma anche vista con acqua e estratti alcolici) associata a una minore attivazione della chinasi C-Jun N-terminale e meno traslocazione nucleare di NF-kB.
Il polisaccaride noto come HEF-AP Fr II (un beta-glucano), al contrario, è stato trovato per stimolare l’attività dei macrofagi stessi come valutato dal rilascio di TNF-α e IL-β ad una concentrazione di 1 mg / ml. Ciò può essere correlato all’aumento dei macrofagi e del numero di cellule T osservato con le incubazioni di questo fungo.
Composti diversi nello yamabushitake sembrano modulare in modo diverso il sistema immunitario, con i polisaccaridi che sembrano essere immunostimolanti, ma altre molecole (principalmente nell’estratto di cloroformio) sembrano sopprimere l’attivazione dei macrofagi
5.2.interventi
Uno studio su ratti topicamente feriti con l’estratto di acqua di yamabushitake ha rilevato che l’accumulo di cellule immunitarie nella ferita è stato ridotto nel gruppo yamabushitake rispetto al controllo.
Alcune lesioni della chemiotassi possono verificarsi nelle ferite

6 Interazioni con il metabolismo del cancro


6.1.Colon
In vitro, l’acqua calda e gli estratti etanolici di yamabushitake mostrano un potenziale antimetastatico nelle cellule di cancro del colon CT-26 a 500 μg / mL associate a meno fosforilazione di ERK e JNK che hanno portato a una minore secrezione di MMP e formazione di lamellipodi.
Sia l’acqua calda che gli estratti etanolici di yamabushitake sembrano inibire le metastasi delle cellule del cancro del colon al polmone del 66-69% con iniezioni di 10 mg / kg di estratti dai corpi fruttiferi.

7 Interazioni con l’estetica

7.1.Pelle
Yamabushitake è associato ad aumentare il tasso di riparazione delle ferite della carne quando l’estratto d’acqua viene applicato alla ferita.

8 Sicurezza e tossicità

Gli studi tossicologici condotti sui ratti suggeriscono che le dosi fino a 5 g / kg di peso corporeo sono sicure nei ratti quando somministrate come MUNOPHIL, che è una combinazione di Yamabushitake e Panax Ginseng.La percentuale di questo composto in peso che è Yamabushitake non è stata elencata.
C’è stato un caso studio di un uomo di 63 anni che ha sofferto di insufficienza respiratoria acuta e che i linfociti in eccesso nei suoi polmoni hanno mostrato un’alta reattività a Yamabushitake al giorno per 4 mesi in dosi comunemente acquistate. La connessione tra i due, quando valutata, è vista come una connessione “probabilmente”.

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Riferimenti bibliografici di consultazione del Lion’s mane

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    31. Angiotensin I-converting enzyme inhibitor from Grifola frondosa.
    32. Isolation and characterization of a novel angiotensin I-converting enzyme inhibitory peptide derived from the edible mushroom Tricholoma giganteum.
    33. Hagiwara SY, et al.A phytochemical in the edible Tamogi-take mushroom (Pleurotus cornucopiae), D-mannitol, inhibits ACE activity and lowers the blood pressure of spontaneously hypertensive rats.Biosci Biotechnol Biochem. (2005)
    34. Inhibitory effects of l-pipecolic acid from the edible mushroom, Sarcodon aspratus, on angiotensin I-converting enzyme.
    35. Antioxidative and ACE inhibitory activities in enzymatic hydrolysates of the cotton leafworm, Spodoptera littoralis.
    36. Hiwatashi K, et al.Yamabushitake mushroom (Hericium erinaceus) improved lipid metabolism in mice fed a high-fat diet.Biosci Biotechnol Biochem. (2010)
    37. Yang BK, Park JB, Song CH.Hypolipidemic effect of an Exo-biopolymer produced from a submerged mycelial culture of Hericium erinaceus.Biosci Biotechnol Biochem. (2003)
    38. Kim YO, et al.Hericium erinaceus suppresses LPS-induced pro-inflammation gene activation in RAW264.7 macrophages.Immunopharmacol Immunotoxicol. (2011)
    39. Wang JC, et al. Antitumor and immunoenhancing activities of polysaccharide from culture broth of Hericium spp. Kaohsiung J Med Sci. (2001)
    40. Abdulla MA, et al.Potential activity of aqueous extract of culinary-medicinal Lion’s Mane mushroom, Hericium erinaceus (Bull.: Fr.) Pers. (Aphyllophoromycetideae) in accelerating wound healing in rats.Int J Med Mushrooms. (2011)
    41. Kim SP, Nam SH, Friedman M.Hericium erinaceus (Lion’s Mane) mushroom extracts inhibit metastasis of cancer cells to the lung in CT-26 colon cancer-tansplanted mice.J Agric Food Chem. (2013)
    42. Park ID, et al. Toxicological study on MUNOPHIL, water extract of Panax ginseng and Hericium erinaceum in rats. J Acupunct Meridian Stud. (2008)
    43. Nakatsugawa M, et al.Hericium erinaceum (yamabushitake) extract-induced acute respiratory distress syndrome monitored by serum surfactant proteins.Intern Med. (2003)
    44. A method for estimating the probability of adverse drug reactions.

 

IL CORDYCEPS

Il cordyceps
il Cordyceps

COMPONENTI PRINCIPALI CONTENUTI NE IL CORDYCEPS:

Cordycepina, nucleoside purinico ad alto effetto antibiotico con proprietà antinoplastiche; è la maggiore sostanza bioattiva del Cordyceps. Si tratta di un analogo aadenosinico che viene quindi incorporato al posto di questa base nell’ RNA, in tal modo blocca la sintesi di RNA stesso. Questo effetto può essere utile per inibire la replicazione di cellule neoplastiche in generale e leucemiche in particolare. Nei casi oncologici, poichè tale molecola può essere inattivata dalla adenosina deaminasi, è utile associare un inibitore dell’enzima stesso.

Ergosterolo ed Ergosterolo palmitano: si tratta di un precursore della vitamina D2 contenuto nei funghi e lieviti. Si trova solo occasionalmente in alcune piante quali Alfa Alfa e riso, forse per contaminazione . Questa molecola rappresenta per i funghi ciò che il colesterolo rappresenta per gli animali. Il fungo irradiato dalla luce produce vitamina D2 partendo da questa molecola.

Acido Cordycepico, che è semplicemente D mannitolo, zucchero che tra le altre funzioni ha quella di facilitare l’ingresso di sostanze chimiche bioattive a livello cerebrale
Glucosamina.

Sodio (15,238 mcg/g), Potassio (23,860 mcg/g), Calcio (6248 mcg/g), Magnesio (5630 mcg/g), Ferro (556 mcg/g), Zinco (32,9 mcg/g)

Il Cordyceps

TAVOLA RIASSUNTIVA DELLE INDICAZIONI CLINICHE

PSICHE
-Stress e conseguenze mentali ed organiche
-Diminuzione della forza interiore
-Psicasenia
-Stanchezza, prostrazione
-Insonnia
-Disassuefazione da droghe

METABOLISMO ENDOCRINO
-Diabete II senile
-Obesità
-Sindrome metabolica
-Insulino resistenza
-Diabete da stress
-Esaurimento da stress con diminuzione dei livelli di DHEA, testosterone e/o cortisolo

SESSUALITA’
-Impotenza
-Deficit di libido maschile e femminile
-Bassi livelli di testosterone
-Ridotta produzione di sperma
-Sterilità maschile e femminile
Irregolarità mestruali da stress, esaurimento

APPARATO GASROENTERICO
-Gastroenteriti infettive
-Epatite B e C
-Steatosi epatica
-Fibrosi epatica
-Cirrosi epatica

CUORE E CIRCOLAZIONE
-Ipertensione arteriosa, sia senile che da stress
-Ipertensione da sforzo
-Tinnitus
-Cardiopatia ischemica
-Aritmia,extrasistolia,tachiaritmia

RENE
-Glomerulonefrite cronica
-Insufficienza renale cronica
-Insufficienza renale dell’anziano
-Protezione renale in corso dimalattie infettive e autoimmuni
-Albuminuria

BRONCHI – POLMONI
-Dispnea da sforzo
-Asma da sforzo
-Bronchite cronica
-Tosse del soggetto debilitato
-Tubercolosi

SISTEMA IMMUNITARIO – CANCRO
-Inibizione neoplastica in generale
-Stimolo della corretta differenziazione cellulare
-Predisposizione genetica alla malattia neoplastica
-Inibizione della Protein Kinasi
-Stimolo dei Macrofagi
-Cura specifica di alcuni cancri:polmone, melanoma, colon, rene, leucemia
-Inibizione virale (AIDS, epatite B e C)
-Stress e sue conseguenze a livello immunologico

GENERALITA’
-Convalescenza
-Perdita di peso non desiderata
-Anemia
-Supporto negli sport da Endurance
Scarsa resistenza alla fatica
-Esauribilità muscolare
Artrosi
-Crampi muscolari da acido lattico

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Il Cordyceps Fonte: “Guarire con i funghi medicinali” del dott. Ivo Bianchi (micoterapeuta)

Leggi anche: https://davideschiantarelli.com/il-ganoderma-lucidum/

IL GANODERMA LUCIDUM

il ganoderma lucidum
il ganoderma lucidum

 

COMPONENTI PRINCIPALI CONTENUTI NE IL GANODERMA LUCIDUM:

Il ganoderma lucidum secco contiene: proteine (10-40%), carboidrati (3-28%), fibre (3-32%) oltre a molte vitamine e minerali.

Andando nei particolari, contiene:
-Peptidi polisaccaridi idrosolubili con aminoacidi nella loro struttura, prevalentementecostituiti da glucosio, galattosio, mannosio con tracce di xilosio e fucosio.
-Beta -1,3-glucani e qualche molecola glucana simile, ad azione immunomodulante.
-Oltre 120 composti terpenoidi che possono essere a catena laterale corbossillica (acidi Ganodermici) o non (alcooli Ganodermici). Citiamo inoltre l’acido Lucidenico e l’acido Ganolucido.
-Basi nucleotidiche tra cui Thymina, Uridina, Inosina, Guanosina e Adenosina
-Proteine bioattive quali la Ganodermina
-17 aminoacidi tra cui tutti gli essenziali
-Enzimi di prevenzione dello stress ossidativo (laccasi, SOD) e di inibizione della crescita cellulare; enzimi coinvolti nel processo di detossificazione (citopromo p450)
-Una lectina
-Un inibitore competitivo altamente specifico per l’alfa Glucosidasi
-Pro Vitamina D (Ergostano ed Ergosterolo)
Steroli precursori ormonali
-Sostanze ad attività antistaminica
-Cumarina
-Acidi grassi
-Vitamine: Folina, Riboflavina e C
-Minerali: Calcio, Ferro, Germanio, Manganese, Magnesio, Potassio, Rame, Selenio e Zinco

 

Tavola riassuntiva delle indicazioni cliniche del fungo: il Ganoderma lucidum

-Astenia
-Insonnia
-Neurastenia
-Incapacità a rilassarsi
-Irritabilità

STRUTTURE NERVOSE
-Declino cognitivo
-Deficit mnemonico
-Morbo di Alzheimer
-Morbo di Parkinson
-Vertigini
-Cefalea
-Dolore muscolare

APPARATO CARDIOVASCOLARE
-Aritmia
-Dispnea
-Palpitazioni
-Precordialgie
-Ipertensione arteriosa
-Ipercolesterolemia con bassi livelli di HDL

APPARATO GASTROENTERICO
-Dispepsia
-Epatite A,B e C
-Intolleranze alimentari
-Steatosi epatica
-Stipsi
-Poliposi del colon

BRONCHI – POLMONI
-Bronchite asmatiforme
-Bronchite cronica
-Tracheite

SISTEMA IMMUNITARIO – CANCRO
-Convalescenza
-Deficit immunologico
-Mononucleosi infettiva e postumi
-Sindrome da fatica cronica
-Cancri: colon rettale, epiteliale ovarico, leucemia mieloide acuta, mammario, nasofaringeo, polmonare, prostatico
-Carcinomi metastatizzati
-Effetti collateerali di Radio e Chemioterapia
-Leucopenia
-Allergia
-Eczema
-Asma
-Rinite allergica

GENERALITA’
-Artrite reumatoide
-Disturbi da altitudine
-Invecchiamento precoce
-Miatonia distrofica
-Spossatezza dopo esercizio fisico – sport
-Piaghe cutanee torpide
-Diabete I e II
Retinopatia diabetica
-Nefropatia diabetica
-Ipertrofia prostatica benigna

Fonte: “Guarire con i funghi medicinali” del dott. Ivo Bianchi (micoterapeuta)

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Leggi anche: https://davideschiantarelli.com/il-cordyceps/

Benefici della Micoterapia

Benefici della micoterapia
Benefici della micoterapia

Per capire i benefici della micoterapia, devi sapere che da un esperienza di oltre 4000 anni in oriente le persone ottengono un miglioramento del loro stato di benessere o una soluzione al miglioramento o eliminazione dei propri stati patologici attingendo dalle risorse che ci offre la natura. La micoterapia, ovvero la cura attraverso l’utilizzo dei funghi medicinali è oggi una strada percorribile anche da noi in occidente. Puoi comprenderlo facilmente leggendo quanto scritto da persone di una certa autorevolezza in materia, come il dott. Ivo Bianchi o il dott. Walter Ardigò.
“Guarire con i funghi medicinali” di Ivo Bianchi
“I 4 poteri del Reishi e della micoterapia” di Walter Ardigò

LA MICOTERAPIA

La micoterapia è una branca della fitoterapia, di origine cinese, che consiste nel curare diverse patologie o migliorare il proprio stato di benessere tramite l’utilizzo dei funghi. La micoterapia ha una storia millenaria, all’interno del patrimonio di conoscenze della medicina tradizionale cinese.
Utilizzati da millenni nelle medicine tradizionali orientali come rimedi per numerosi disturbi e malattie, i funghi, organismi viventi che costituiscono un Regno a sé stante, stanno acquisendo un ruolo sempre più di rilievo nel panorama salutistico-terapeutico occidentale, grazie alle loro interessanti attività biologiche, da quelle immunostimolanti a quelle antitumorali dimostrate altresì da molti studi in vitro.
La natura ha sempre rappresentato e dimostrato in 4000 anni una fonte pressoché inesauribile di soluzioni per i nostri problemi di salute; soluzioni genuine e prive di effetti collaterali rispetto a quelle rappresentate dai prodotti farmacologici di provenienza chimica che originano da studi e sperimentazioni con uno storico temporale di non più di 200 anni; la fitoterapia, della cui importanza nessuno può dubitare, ne è la prova evidente ed essa ha assunto un ruolo centrale in moltissime culture, tra cui anche in parte dell’Europa, quale i paesi anglosassoni e nordici in cui gode di un notevole successo. A fronte di ciò, anche la medicina allopatica ha cominciato a riconoscerne l’efficacia al punto che autorità Europee hanno affidato ad un gruppo di esperti il compito di valutarne scientificamente l’efficacia, la sicurezza (vedi le direttive 2001/83/EC e 2004/24/EC, http://www.ema.europa.eu/) e i benefici della micoterapia.
A riconoscerne l’ efficacia e promuoverne l’uso già da centinaia di anni è stata anche la cultura russa che ne ha riscontrato notevoli benefici terapeutici sulla propria popolazione.
Si pensi che l’importanza dei funghi nella salute per la scienza medica è stata evidenziata da parte di Fleming nel 1928 dalla penicillina prodotta da diverse specie di Penicillium. L’industria farmaceutica si è poi occupata dopo gli anni Sessanta di studiare a fondo le proprietà farmaceutiche dei funghi medicinali, iniziando studi dettagliati ed approfonditi dei miceti, per valutare il loro potenziale di produrre sostanze farmacologicamente attive; questi programmi hanno poi mostrato che molte specie di funghi sono ottimi produttori di sostanze con proprietà medicamentose (penicillina, beta-lattami, lovastatina, ciclosporina A, antibiotici appartenenti alla classe delle cefalosporine, antitumorali quali il paclitaxel, ecc. ).
Nel campo delle sostanze antitumorali in particolare, appaiono regolarmente nella letteratura scientifica, relazioni di nuove scoperte scientificamente provate e di rilevanza indiscutibile su alcuni funghi medicinali quali: Ganoderma lucidum, Phellinus linteus, Pleurotus florida, Pleurotus pulmonaris, ecc.
Quanto suddetto è già sancito dalla ricerca medico scientifica occidentale, ma se si analizza la sperimentazione millenaria dell’ oriente, per quanto non abbia ancora una rilevanza scientificamente provata dalla medicina allopatica, l’utilizzo dei funghi medicinali è adoperata per evitare che si sviluppino problemi di salute (uso preventivo) o per curare/ migliorare moltissime altre patologie che spesso colpiscono i paesi occidentali.
L’aspetto più utile che, olisticamente parlando, offre la micoterapia è che di fatto mette in condizione il tuo organismo di curarsi da solo; la nostra “Macchina corpo” è stata creata dalla natura come una macchina perfetta che ha in se tutte le risorse per guarirsi ed aggiustarsi quando qualcosa funziona male o viene attaccato da agenti esterni o interni; basti pensare che nel nostro corpo la generazione di cellule malate e cancerose è all’ordine del giorno, ma il nostro corpo grazie al buon funzionamento del sistema immunitario, le intercetta e le elimina allo stesso modo come lo stesso sistema immunitario intercetta virus e batteri per evitare che gli stessi inneschino uno stato patologico. Perché allora nascono malattie varie e tumori? Per varie ragioni tra cui cito le più diffuse, lo stress, la cattiva alimentazione, le interferenze di attacchi esterni come energie distruttive (campi elettromagnetici, radiazioni, inquinanti, sostanze nocive, ecc.) che alterano il corretto funzionamento della “Macchina corpo” quindi diminuiscono le nostre possibilità della capacità interna della nostra autoguarigione. Usare ciò che ci offre la natura quale nostro alleato per la vita e la sopravvivenza è la migliore soluzione per aiutarci a funzionare al meglio senza subire effetti collaterali che sono tipici delle cure chimiche della medicina allopatica.
In oriente sono decisamente innumerevoli i vantaggi che si possono ottenere dall’utilizzo continuato dei funghi medicinali e se mi segui nel Blog che sto preparando, ti dettaglierò in seguito gli specifici benefici, che di cui puoi fruire, da alcuni specifici funghi medicinali che sono i più utilizzati dagli orientali grazie ai benefici che ti possono donare e ai problemi che ti possono evitare o risolvere.

Sfrutta anche te i benefici della micoterapia.

Vedi anche https://davideschiantarelli.com/ganoderma-e-ossidazione-cellulare/

Puoi trovare prodotti debitamente certificati cliccando QUI’